Vi è mai capitato, appena sdraiati sul letto, stanchi per la giornata appena trascorsa, di non riuscire improvvisamente a dormire? Di scoprirvi a fissare il soffitto, pensando alle preoccupazioni, ai vostri problemi?
Molte persone accusano la difficoltà di addormentarsi proprio a causa della presenza di pensieri ossessivi, che provocano l’insorgenza di agitazione psicomotoria, a volte tachicardia, ansia e nervosismo.
Con il trascorrere del tempo, ci si ritrova a vivere in uno stato di perenne stanchezza, per lo scarso riposo, a sentirci di conseguenza ancora più stressati e al non avere energie mentali per affrontare tutto ciò.
Per tale motivo è importante chiedere aiuto, se si va incontro a questo tipo di difficoltà.
Non riposare bene, può causare infatti uno scarso rendimento scolastico, lavorativo, in quanto non si hanno a disposizione le risorse necessarie per mantenere l’attenzione e la concentrazione. Questo può aumentare la probabilità che si verifichino degli sbalzi d’umore, oppure degli episodi depressivi poiché non più soddisfatti del proprio rendimento.
Nel frattempo, anche il fisico ne risente.
Possono difatti presentarsi problematiche a livello cardiaco, una dis-regolazione dell’appetito, malattie legate alla pressione.
Come distinguere quindi un fisiologico periodo di stress dall’ansia notturna?
Sicuramente bisogna considerare il livello di incidenza che questo problema assume all’interno della nostra vita, della nostra quotidianità: riusciamo a studiare, a lavorare ed ottenere i risultati di sempre? Siamo in grado di mantenere le relazioni sociali, familiari? Quanto la stanchezza mentale e fisica congela le mie attività?
Non esiste una risposta univoca, ma chiedere aiuto ad un professionista può aiutarci ad identificare il problema, a renderci più consapevoli ed a trovare quindi delle soluzioni.
SINTOMI
- Si è sovrastati da pensieri involontari, come se non ne avessimo il controllo. A ciò si può affiancare il rimuginare sulle preoccupazioni, quasi in modo ossessivo, rifocillando così il livello dell’ansia;
- si possono presentare episodi di attacchi di panico, con una maggiore incidenza durante la notte, con la conseguente percezione di una profonda angoscia, di perdita di controllo, un senso di peso sul petto, come se si stesse per morire;
- la fatica ad addormentarsi può essere alimentata dal timore di fare degli incubi;
- possono presentarsi sintomi fisici, come palpitazioni, tachicardia, sensazione di vertigini, difficoltà respiratorie, mal di testa, un senso di stretta sul petto, a causa anche della perenne tensione muscolare.
COSA FARE QUINDI?
Chiedere aiuto ad un terapeuta è il primo passo verso la guarigione, in quanto sottende l’acquisizione di consapevolezza di avere un problema e di avere bisogno di qualcuno.
Durante i primi colloqui, il professionista potrà proporvi anche delle tecniche che possono affiancare il percorso psicologico, facilitando la riduzione dei sintomi:
- praticare la meditazione, utilizzando esercizi respiratori creando così delle abitudini rivolte al rilassamento prima di andare a dormire, per cercare di non percepire l’irrequietezza psico-motoria. Fare un bagno caldo, ascoltare musica rilassante, scrivere un diario in cui segnare i propri pensieri, sono solo alcuni degli esempi che si hanno a disposizione;
- l’attività fisica e lo sport regolare ci aiutano ad addormentarci più velocemente ed a diminuire l’ansia;
- ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo prima di andare a dormire.
Questi sono esempi di pratiche, di tecniche che si possono utilizzare per contenere i sintomi. Resta fondamentale, però, comprendere le spinte psicologiche che ci inducono ad una gestione disfunzionale dell’ansia, al fine di acquisire maggiori strumenti che ci permettano di evitare che tali sintomi si presentino in futuro e, in generale, di aumentare la consapevolezza su nostri processi mentali, per vivere bene con noi stessi e con gli altri.

